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negli ultimi mesi, osservando il mondo crypto, ho avuto una sensazione piuttosto chiara.
Non è tanto una questione di prezzo.
Non è nemmeno una questione di narrativa.
È più una sensazione di “vuoto”.
La DeFi, che fino a poco tempo fa era uno dei motori principali del settore, oggi sembra… sospesa.
Non direi morta, ma sicuramente nemmeno viva.
E questo, secondo me, si vede abbastanza chiaramente anche da dove si sta concentrando oggi l’attenzione.
Se escludiamo il tema — ancora poco discusso ma potenzialmente enorme — dei quantum computer, le uniche aree che stanno davvero funzionando sono:
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i prediction market
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e i perpetual, soprattutto Hyperliquid
Il resto… fatica.
E il motivo, alla fine, è sempre lo stesso.
La mancanza di qualcosa che renda davvero interessante tornarci sopra.
(i rendimenti, senza essere ipocriti)
Perché oggi, se guardi cosa offre il mercato defi lato stablecoin:
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lending su Aave intorno al 2%
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prodotti strutturati che difficilmente vanno oltre il 4–5%
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strategie più complesse che arrivano forse al 6%
ti fai una domanda molto semplice:
vale davvero il rischio? (soprattutto se nei treasury si possono ottenere rendimenti simili)
Rischio smart contract, rischio controparte, rischio di sistema.
La risposta, per molti, è stata no.
E infatti gran parte della liquidità si è semplicemente spostata altrove.
Oggi però mi sembra che il focus del settore si stia spostando in modo piuttosto evidente.
Oltre al tema tecnologico (quantum), l’attenzione si sta concentrando su quello che sta facendo Strategy, in particolare tramite STRC.
L’idea, per come la vedo io, è interessante proprio perché è molto semplice (almeno da raccontare e far capire).
Prendi capitale.
Lo utilizzi per acquistare Bitcoin.
E nel frattempo distribuisci un flusso cedolare intorno all’11,5% annuo.
Non è un prodotto perfetto, e non è privo di rischi. E' del tutto folle in realtà, come scommessa.
Ma ha una caratteristica che negli ultimi anni è mancata spesso nel mondo crypto:
E' comprensibile.
E soprattutto, è collegato a qualcosa di reale:
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una società quotata
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un bilancio
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una strategia chiara
La parte ancora più interessante, però, arriva dopo.
Perché quello che sto iniziando a vedere è il tentativo di portare questo tipo di prodotto on-chain.
In altre parole:
prendere un rendimento che nasce nel mondo tradizionale… (anche se tramite BTC) e usarlo come base per costruire prodotti DeFi.
Ed è qui che, secondo me, la storia cambia.
Perché se torniamo indietro di qualche anno, il problema della DeFi è sempre stato lo stesso:
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quando i rendimenti erano molto alti, spesso erano insostenibili
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quando sono diventati sostenibili, sono diventati troppo bassi
E nel mezzo… il capitale è sparito.
Quello che mi sembra stia emergendo oggi è un tentativo diverso.
Non creare rendimento dal nulla.
Ma importarlo da fuori.
E se questo modello dovesse funzionare, potrebbe riattivare un meccanismo che abbiamo già visto in passato:
nuova liquidità → nuovi prodotti → maggiore attenzione → più capitale → e così via.
Un ciclo che si autoalimenta.
Ora, non so se sarà davvero STRC il catalizzatore.
E non credo nemmeno che basti questo da solo.
Perché, per far ripartire davvero la DeFi, serviranno anche:
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use case reali
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applicazioni utilizzabili da persone e aziende
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qualcosa che vada oltre il puro “yield”
Ma allo stesso tempo, mi sembra che il mercato stia iniziando a guardare con occhi diversi questo tipo di strumenti.
Non più come i rendimenti “facili” del passato — stile Anchor —
ma come qualcosa di più strutturato, legato a meccanismi che, nel bene o nel male, risultano più credibili e leggibili.
Ogni ciclo ha avuto il suo punto di innesco.
ICO.
DeFi.
NFT.
ETF.
Questa volta potrebbe essere qualcosa di meno “appariscente”… ma più concreto.
E se così fosse, allora sì…
forse quello che oggi sembra fermo, morto, lentamente, potrebbe ricominciare a muoversi.
Proprio come nei film di G. Romero.
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